ROMANO RIZZATO

è nato a milano nel 1936, dove vive e lavora. sin dall'inizio i suoi interessi lo portano ad occuparsi di problemi di linguaggio visivo e si orienta sul genere non-figurativo. i lavori rappresentano sagome e figure della geometria piana, sono un riflesso dell'architettura in generale e contemporanea in particolare.

è attivo con mostre dal 1966, mette a fuoco l'inventario dei segni da utilizzare: figure regolari, semplici, lineari in progressione con effetti di compenetrazione. il colore da una scala ridotta al bianco e nero è usato con valore simbolico.

effettua le prime esperienze di gruppo nell'ambito del centro di ricerca arti plastiche del parametro a milano. l'esperienza tra artisti diversi accentua una puntualizzazione dei personali mezzi espressivi. è del 1969 l'opera plastica "interata 1" con miro cusumano.

esperimenta materiali diversi, il marmo per realizzare una fontana da giardino; la lamiera in un progetto di circa 20 metri lineari per una scuola superiore di modena.

sviluppa lo spazio rappresentativo adottando combinazioni di moduli in duplice e triplice successione , anche in modo seriale; il cromatismo è ancora più ristretto: bianco e nero + rosso.

sono del 1970 i "percorsi" esposti a mentone e basilea, poi nel 1971 a milano, enschede e ulm. è invitato a partecipare nel 1973 a mostre itineranti: 
l' "internationaler arbeschreis für konstruktive " di anversa-bonn viene inserito nell'annual silk screen portfolio 1973-74 e nel 1974, sempre con  l' "internationaal stude centrum woor constructive kunst" di antwerpen bonn viene inserito nella dritte jahresgrafikmappe, e alla rassegna "1t e 5v"; nello stesso anno è nel panorama "sull'opera come campo" organizzato dal centro culturale serre ratti, presentato da luciano caramel; poi nel "costruttivismo internazionale" organizzato dalla galleria sincron di brescia.

nel 1976 adotta il piccolo formato, lo spazio rappresentativo che nelle grandi superfici era  parcellizzato e in espansione , diventa compatto, ne deriva una miniaturizzazione in cui la densità delle figure e del colore - coppie di complementari - impongono modifiche: la scala dei grigi in gradazioni più basse favorisce la riduzione dei contrasti.

l'indagine si estende all'uso di diversi tipi di carte; a una maggiore sensibilizzazione dovuta alla trasparenza del colore e all'uso di superfici texturizzate, e che prosegue su cartone, tavola e tela. dal 1990, nella rappresentazione introduce la sfumatura, il trompe-l'œil come valore intensivo del produrre. nel 1995 con la figura curva accentua ulteriormente l'inventario dei segni da utilizzare.

la riflessione è tra concetti di spazio e proporzione, in una mancanza di una totalità e suoi scopi. principi cardine di questa avventura a fronte di quanto permette di descrivere cose nei suoi aspetti accidentali e parziali.